Il famoso portale Coinbase, una delle piattaforme di scambio di criptovalute più popolari al mondo, ha mostrato grande interesse per i “Flatcoin“, un tipo di criptovaluta che non è soggetta ad alcuna autorità centrale e non è legata ad una valuta specifica, ma è agganciata al tasso di inflazione.

I flatcoin sono valute digitali che funzionano in modo simile alle valute fiat, ma non sono soggette ad alcuna autorità centrale o controllo governativo. Possono essere utilizzati per pagamenti, rimesse e altre transazioni come il denaro tradizionale. Tuttavia, a differenza della moneta tradizionale, i flatcoin non sono soggetti a inflazione o deflazione e non richiedono un intermediario terzo.

Uno dei principali vantaggi nella gestione del denaro dei flatcoin è che consentono una maggiore inclusione finanziaria, poiché chiunque può emetterli senza doversi affidare a un’entità centralizzata.

Ciò significa che le transazioni possono avvenire ovunque nel mondo senza doversi preoccupare di un’autorità centrale o di un controllo governativo. Inoltre, i flatcoin sono generalmente più sicuri e anonimi del denaro tradizionale, in quanto non sono soggetti alle stesse norme e regole.

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La domanda di brevetto di Coinbase è vista come segno dell’impegno dell’azienda a sviluppare una delle principali piattaforme finanziarie che permetta agli utenti e ai trader di scambiare valute fiat e beni digitali come i flatcoin.

Questo potrebbe aprire nuove strade per il trading, consentendo a Coinbase di offrire più opzioni ai suoi clienti.

I Quattro Pilastri Presentati da Coinbase

Nel post pubblicato il 24 marzo, quasi un mese dopo il lancio di Base una rete protetta da Ethereum e alimentata dall’altro network di livello 2 Optimism, Coinbase vede nei flatcoin una nuova opportunità nel campo delle criptovalute caratterizzata da 4 pilastri innovativi quali:

  • L’ancoraggio all’inflazione per mantenere il potere di acquisto della valuta flat anche se non è chiaro a quale indice inflazionistico debba fare riferimento. Un indice sovranazionale, infatti, non fa riferimento ad un paniere comune, mentre un indice nazionale ha come limite il fatto che fa indirettamente riferimento alla valuta di quella nazione e quindi ad una valuta fiat.
  • Il sistema di reputazione on-chain basandosi ad esempio sullo storico delle transazioni del passato legate ad un indirizzo di portafoglio anche se svolte su differenti blockchain. Ad esempio attraverso un protocollo di reputazione con un punteggio di credito basato su determinati criteri di merito tale da permettere lo sviluppo di un sistema di “on-chain confidence” fondamentale per sviluppare la fiducia tra gli utenti.
  • Uno scambio LOB (limit order book) on-chain che potrebbe funzionare come uno scambio avanzato eliminando il rischio derivante dalla controparte attraverso l’autocustodia. Coinbase sostiene che potrebbe in tal modo offrire ad operatori professionali ed istituzioni una nuova possibilità di trading.
  • Strumenti che rendono più sicuro l’ecosistema della finanza decentralizzata (DeFi) ad esempio proteggendo le transazioni dalla vulnerabilità del codice del contratto e dagli errori logici del protocollo.

Prospettive Future

L’interesse di Coinbase per i flatcoin mostra un grande potenziale per il futuro degli asset digitali e della tecnologia blockchain. Anche se non è ancora certo quale forma assumerà questa innovazione, una cosa è certa: Coinbase ha le risorse e le competenze per avere un impatto significativo sul settore. Con così tante applicazioni potenziali, è certo che i flatcoin hanno un futuro brillante davanti a sé.

Resta da vedere cosa Coinbase ha in serbo per il settore della blockchain, ma le possibilità sembrano essere infinite. Il passaggio di Coinbase ai flatcoin potrebbe rivelarsi una delle più importanti pietre miliari nella storia degli asset digitali.

Con i suoi investimenti strategici e le sue partnership, Coinbase sarà sicuramente un attore importante in questo spazio per gli anni a venire.

L'autore

Gianluca L.

Gianluca Longinotti è un analista e consulente con due master in finanza conseguiti all'Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne. Con diversi anni di esperienza nei settori bancario e IT presso Ernst & Young (EY), Gianluca è appassionato di economia, finanza e criptovalute, e ha scritto per diverse pubblicazioni specializzate nel settore degli investimenti.