Ethereum è la seconda blockchain di maggior valore dopo il Bitcoin, con una capitalizzazione di circa 255 miliardi di euro nel gennaio 2024, rispetto ai 770 miliardi di euro del Bitcoin. Una delle criptovalute più promettenti, la sua blockchain consente di costruire applicazioni decentralizzate sulla sua piattaforma. Tra i vari modi per ottenere Ethereum (ETH), c’è naturalmente il mining. L’ETH veniva inizialmente estratto utilizzando il meccanismo Proof of Work (PoW), che creava un nuovo blocco risolvendo complesse equazioni matematiche. Tuttavia, dal 2022, l’ETH è passato al meccanismo Proof of Stake (PoS).

Cosa ti insegnerà questa guida:

Con questa guida imparerai le basi del mining di Ethereum: i diversi metodi, l’attrezzatura necessaria, i passaggi essenziali…

Cose da sapere prima di commentare questa guida:

Non sono richieste competenze specifiche.

I diversi modi di minare Ethereum

Esistono diversi modi per minare Ethereum, a seconda non solo del tuo livello di competenza ma anche del budget che desideri spendere per l’hardware.

Minare ETH attraverso il cloud mining

Questa tecnica, pensata per i principianti, è ideale per muovere i primi passi nel mining di Ethereum limitando l’investimento.

Il cloud mining di Ethereum prevede che una terza parte venga pagata per effettuare il mining al posto tuo. In cambio, si ottengono le ricompense.

Questo processo presenta diversi vantaggi:

  • Investimento iniziale limitato
  • Nessuna conoscenza tecnica richiesta
  • Nessuna attrezzatura specifica da acquistare
  • Costi in bolletta elettrica non elevati.

Tuttavia, i guadagni sono molto inferiori rispetto al mining di ETH più tradizionale.

Le piattaforme di cloud mining di ETH più interessanti sono NiceHash e Genesis Mining.

Minare ETH da soli con un ASIC

Questa tecnica è più adatta se hai già una certa conoscenza del mining (o desideri acquisirla) e se hai modiìo di investire in attrezzature di qualità.

Minare Ethereum in solitaria significa non dipendere da nessun altro e aumentare i propri guadagni.

In questo caso, avrai bisogno di un ASIC, una macchina composta da chip programmati appositamente per il mining di criptovalute, e di un mining rig, un computer composto da diverse schede grafiche.

Minare ETH da soli vuol dire tenere per sé tutte le ricompense e avere il controllo totale dell’intero processo. Tuttavia, spesso può volerci tempo prima di trovare un blocco, soprattutto con Ethereum, una criptovaluta che conta molti minatori.

Minare ETH con il pool mining

Il pool mining di Ethereum è il metodo più veloce ed efficiente. Un pool di mining è una piattaforma di mining di criptovalute in cui diversi minatori lavorano insieme per moltiplicare la potenza delle loro macchine.

Con il pool mining di ETH, le spese vengono divise e le possibilità di creare Ethereum vengono moltiplicate. Mettendo insieme la propria potenza di calcolo, i minatori dello stesso mining pool riescono ad avere un peso maggiore nella rete e quindi ad aumentare le loro possibilità di trovare un blocco.

Ovviamente, le ricompense sono condivise tra i diversi minatori dello stesso pool.

I migliori pool di mining di ETH sono Ethermine e Sparkpool.

Minare Ethereum in tre semplici passaggi

Se disponi già dell’attrezzatura di mining necessaria per estrarre ETH (la descrizione la trovi di seguito) puoi iniziare immediatamente a estrarre ETH seguendo questi tre passaggi. Poiché il pool mining è il modo più semplice ed economico per minare Ethereum, il nostro tutorial si concentrerà su questo metodo.

1 – Scaricare il software di pool mining di Ethereum

Per iniziare, è necessario trovare il software di pool mining più adatto all’ETH. Ce n’è uno che spicca tra tutti, perché è riservato esclusivamente al mining di Ethereum: Ethermine.

Vai sul sito web di Ethermine e clicca sul pulsante in alto a destra: Start Mining. Non è richiesta alcuna registrazione, poiché l’anonimato è una delle chiavi del successo delle criptovalute.

Ethermine ti chiederà quindi di scegliere tra 5 server. Dovrai scegliere quello più vicino al tuo domicilio per assicurarti di avere una connessione veloce.

Devi quindi selezionare il tuo hardware e scaricare il software e la relativa guida utente.

2 – Configurare il software di pool mining di ETH

Una volta installato il software, segui la guida utente per configurarlo in base alla potenza della tua macchina.

Dopo aver configurato Ethermine, è possibile accedere alla dashboard. Da qui potrai gestire le impostazioni, avviare il mining, accedere alla cronologia e riscuotere le ricompense in base all’importo inserito.

Ricorda di inserire i dati del tuo portafoglio su Ethermine, in modo che i tuoi ETH vengano automaticamente trasferiti all’indirizzo giusto.

3 – Minare… Trasferire!

Una volta inseriti tutti i dati e configurati correttamente i parametri, è possibile avviare il mining. Gli ETH guadagnati verranno automaticamente inviati al tuo portafoglio in base alla soglia di pagamento specificata.

È bene sapere che: Ethermine applica una commissione sui guadagni, che ha inevitabilmente un impatto sulla redditività del mining.

Dove conservare i token ETH?

Per conservare i token ETH minati, è necessario un wallet di Ethereum. Questo portafoglio elettronico ti permette di conservare i tuoi token in tutta sicurezza. Ne esistono due tipi:

  • Hot Wallet ETH: questo portafoglio online è accessibile da un computer e ha il vantaggio di essere facile da configurare e utilizzare. Tuttavia, è più vulnerabile alla pirateria rispetto a un portafoglio fisico. Esempi: MetaMask, MyEtherWallet, ecc.
  • Hard Wallet ETH: questo portafoglio fisico è una chiave che si collega a un computer e memorizza i token ETH. Offre un’eccellente sicurezza e archiviazione offline, ma ha lo svantaggio di essere costoso e più difficile da imparare. Esempi: Ledger, Trezor, ecc.

Minare Ethereum: cosa comporta?

Sapere come minare ETH è importante, ma sapere cosa comporta è ancora più importante! Ethereum è molto diversa dal Bitcoin in quanto, a differenza di quest’ultima, non ha un tetto massimo, il che significa che non c’è limite al numero di monete, come accade con il Bitcoin, per il quale è previsto che non ci saranno mai più di 21 milioni di Bitcoin in circolazione.

Il mining delle criptovalute prevede calcoli complessi che richiedono una notevole potenza di elaborazione. Il mining è un modo per partecipare attivamente alla rete di criptovalute.

Più specificamente, il mining di Ethereum comporta non solo l’aumento del volume di ETH in circolazione, ma anche una maggiore sicurezza della rete Ethereum che crea, verifica, pubblica e diffonde i blocchi sulla sua blockchain.

Il mining di Ethereum comporta, quindi, il mettere in sicurezza la rete attraverso calcoli verificati.

Esiste davvero un’offerta infinita di ETH?

Contrariamente a quanto si crede, l’offerta di ETH non è infinita. È, infatti, impossibile che la rete emetta più di 18 milioni di Ether ogni anno.

Nel 2019, Vitalik Buterin, cofondatore di Ethereum, ha suggerito di fissare un hard cap di 120 milioni di token per bilanciare meglio la valuta. Sebbene l’idea sia ancora solo un suggerimento, potrebbe prendere piede nei prossimi anni.

Mining di ETH: i termini che devi conoscere

È essenziale conoscere alcuni termini del lessico specialistico prima di dedicarsi al mining di ETH:

  • Nonce: numero arbitrario destinato a essere utilizzato una sola volta.
  • Nodo: computer che contiene le blockchain e opera in modalità peer-to-peer. Gestisce le interazioni tra i vari partecipanti.
  • Hashrate: tasso di hash. È la potenza erogata dalla CPU o dalla scheda grafica, utilizzata per determinare la redditività del mining.
  • Blockchain: database contenente lo storico degli scambi di una criptovaluta. Un metodo di archiviazione e trasmissione dei dati sotto forma di blocchi collegati tra loro che non possono essere modificati.

Mining di ETH: Proof of Work

Sebbene il sistema di mining di Ethereum sia destinato a cambiare nei prossimi anni, funziona ancora secondo il sistema Proof of Work. 

I minatori calcolano il nonce, che corrisponde a una sequenza di caratteri che soddisfa criteri complessi e comprende un’impronta digitale delle monete nella blockchain. Il PoW garantisce che la blockchain rimanga omogenea e matematicamente (quasi) impossibile da usurpare. Quando un miner trova una combinazione, fornisce una “prova di lavoro” per dimostrare di essere stato il primo a risolvere il problema. Tale proof of work gli consentirà di ricevere una ricompensa per il suo lavoro e lo autorizzerà a creare un nuovo blocco.

Per essere convalidato dall’algoritmo Esthash, ogni blocco deve avere un PoW. L’intero obiettivo è identificare il nonce nell’input del risultato, in modo che questo numero sia inferiore alla soglia determinata dalla difficoltà. La difficoltà viene regolata dinamicamente in modo che la rete produca un nuovo blocco ogni 12 secondi.

Esempio concreto

Immaginiamo che Tizio invii 1 ETH (Ethereum) a Caio. Tale richiesta di transazione viene trasmessa pubblicamente sulla rete Ethereum tramite un nodo. A questo punto inizia il lavoro del minatore, che deve effettuare diversi controlli:

  1. Deve verificare che Tizio sia effettivamente in possesso di 1 ETH e che questa informazione sia effettivamente memorizzata nella blockchain. A tal fine, una serie di computer comunicano tra loro e confermano, a maggioranza, che il mittente sia effettivamente in possesso del numero di ETH che desidera inviare.
  2. Deve eseguire un calcolo complesso per controllare la transazione.
  3. Deve assicurarsi che l’ETH sia stato sottratto dal portafoglio di Tizio e aggiunto a quello di Caio.
  4. Deve registrare questa nuova transazione nella blockchain di Ethereum in modo che una traccia della transazione sia presente nel registro.

In questo modo viene avviato il processo di certificazione PoW. Quando il blocco viene creato e finalizzato, viene aggiunto al resto della catena e il minatore può riscuotere la sua ricompensa.

Mining di Ethereum: l’attrezzatura necessaria

L’attività di mining di Ethereum prevede inevitabilmente la necessità di dotarsi di macchine, software e hardware specifici per il mining di criptovalute. Migliore è l’hardware, maggiore sarà il rendimento.

La GPU o processore grafico

Molte schede grafiche possono essere utilizzate per il mining di Ethereum, a patto di pagare il giusto prezzo. Per calcolare il rapporto tra GPU e prestazioni, puoi utilizzare un calcolatore di redditività, che ti aiuterà a scegliere le schede grafiche che possono fare al caso tuo.

Tra le migliori schede grafiche per il mining di ETH ci sono la Nvidia RTX 3080, la GeForce RTX 3080 e la Nvidia CMP 170HX per i budget più elevati. Il prezzo medio di queste schede grafiche va da 1.000 e 4.000 euro.

Il sistema operativo

Per far funzionare il software di mining, è necessario un sistema operativo compatibile. La maggior parte dei software per il mining di ETH è disponibile nelle versioni Windows o Linux.

  • Windows: è un sistema operativo interessante per i principianti perché è facile da usare e relativamente intuitivo, ma mostra rapidamente i suoi limiti quando si tratta di minare Ethereum.
  • Linux: un sistema operativo più preciso e complesso, perfettamente adatto al mining di ETH, ma meno facile da usare per i principianti.

Il software di pool mining 

La scelta del software di mining di ETH è essenziale, poiché è questo software che ti permetterà di sfruttare tutta la potenza delle tue schede grafiche.

Alcuni software funzionano con le schede NVIDIA, altri con le schede AMD e altri ancora con entrambe.

Il software di mining di Ethereum funziona generalmente su Linux e Windows.Tra i migliori software di mining vi sono Ethermine, Sparkpool e NBMiner.

Sistema di raffreddamento delle attrezzature

Il PoW richiede attività di calcolo particolarmente complesse, che consumano enormi quantità di elettricità e tendono a riscaldare l’hardware. Per garantire che il processore grafico funzioni correttamente e non si deteriori nel tempo, è essenziale evitare il surriscaldamento.

A tal fine, si consiglia ai minatori di Ethereum di installare un efficiente sistema di climatizzazione nella stanza in cui si trova l’apparecchiatura di mining.

Mining di Ethereum: quanto è redditizio?

La redditività del mining di ETH dipende da tre fattori principali:

  • Il prezzo dell’ETH
  • Il costo dell’elettricità
  • L’importo investito nelle attrezzature.

Diversi studi hanno dimostrato che, per essere conveniente, il mining di Ethereum non dovrebbe costare più di 0,10 euro per kilowatt di elettricità. A meno di 0,07 euro per kilowatt, il mining di ETH potrebbe addirittura diventare redditizio.

  • In Europa occidentale nel 2022, il prezzo medio per kWh per i privati era stimato a 0,1740 euro, ben al di sopra dell’importo massimo necessario per garantire la redditività del mining di ETH.

Per una buona redditività, si dovrebbe rientrare nei costi dell’attrezzatura in meno di due anni.

  • Esempio: un impianto di mining costato 3.000 euro genera 300 euro al mese di entrate, con un rendimento lordo del 10%. Il minatore deve pagare 90 euro al mese per l’elettricità per far funzionare la sua attrezzatura, a 0,05 euro per kilowatt. L’attrezzatura si ripagherà in circa 14 mesi. Facciamo lo stesso esempio con un kilowatt a 0,15 euro. La bolletta elettrica sarebbe di 270 euro al mese. Con un rendimento netto di 30 euro al mese, l’attrezzatura si ripagherà solo dopo 8 anni.
Le attrezzature per il mining di ETH, e in particolare le schede grafiche, si evolvono con estrema rapidità ed è per questo che è necessario rientrare nei costi delle attrezzature il prima possibile.

Calcolo della redditività del mining di Ethereum

La redditività del mining di Ethereum dipende anche dalla potenza delle schede grafiche utilizzate per il calcolo e dai diversi algoritmi di hash rate.

Per facilitare il calcolo della redditività, diversi siti offrono calcolatori automatici in cui è necessario inserire una serie di informazioni:

  • Hash rate
  • Consumo di elettricità
  • Costo per kWh
  • La criptovaluta estratta
  • Eventuali commissioni di pool.

Una volta inserite queste informazioni, il calcolatore calcola automaticamente la redditività dell’operazione, senza tenere conto dell’investimento iniziale (acquisto delle attrezzature).

Calcolatori della redditività del mining di ETH:

Whattomine

Cryptocompare

NiceHash

Stelareum

Mining di Ethereum: vantaggi e svantaggi

Vantaggi del mining di ETH :

  • Potenziali guadagni finanziari
  • Investimento indiretto in Ethereum
  • Partecipazione diretta allo sviluppo della blockchain
  • Sviluppo delle competenze
  • Costi del riscaldamento più bassi grazie al calore emesso dall’apparecchiatura.

Svantaggi del mining di ETH :

  • Redditività difficoltosa
  • Elevato investimento iniziale
  • Conoscenze tecniche da acquisire
  • Problemi ambientali legati all’utilizzo di apparecchiature ad alto consumo energetico.

FAQ Mining di Ethereum

Chi può minare Ethereum?

Chiunque abbia buone competenze informatiche può estrarre ETH. Tuttavia, è necessario investire in attrezzature all’avanguardia e ricevere una formazione preliminare.

Quando Ethereum è diventato un Proof of Stake?

La migrazione di Ethereum da Proof of Work a Proof of Stake è avvenuta nell’autunno 2022.

Di quanta potenza di calcolo ho bisogno per minare ETH?

In media, occorrono tra i 7 e gli 8 giorni per estrarre 1 Ethereum con una potenza di hash di 500MH/s. Questo tempo raddoppia con una potenza di hash di 250MH/s e si dimezza con una potenza di hash di 1000MH/s.

Il mining di Ethereum è legale in Italia?

Ethereum, come tutte le altre criptovalute, non ha corso legale in Italia. Poiché non esistono direttive italiane o europee che lo vietino, il mining di Ethereum è considerato legale.

L'autore

Sara Serraiocco

Laureata in Letteratura Italiana e Lingue Straniere, non sono mai riuscita a scegliere tra la mia passione per la scrittura e il giornalismo e quella per le lingue straniere. Attualmente lavoro come traduttrice freelance e scrittrice di criptovalute, fungendo da ponte tra i paesi grazie alla mia conoscenza delle lingue e agli argomenti che solitamente tratto.