Tra le principali news finanziarie degli ultimi giorni, spicca quella secondo cui l’autorità di vigilanza finanziaria danese (DFSA) ha recentemente ordinato Saxo Bank, una piattaforma di trading e investimento online con sede in Danimarca, di cedere le sue attività in criptovalute

Ciò avviene dopo che la DFSA ha stabilito che Saxo Bank ha violato le normative sulle criptovalute a causa delle sue inadeguate pratiche di gestione del rischio e di sicurezza.

In precedenza, Saxo Bank consentiva ai clienti di depositare, conservare, scambiare e prelevare criptovalute attraverso la propria piattaforma. 

Tuttavia, la DFSA le ha ordinato di chiudere immediatamente questi servizi e di dismettere i suoi asset in criptovalute.

La DFSA ha inoltre ordinato a Saxo Bank di presentare entro tre mesi un rapporto dettagliato sulle sue pratiche di gestione del rischio e di sicurezza e di fornire misure di protezione dei clienti più efficaci. 

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Inoltre, dovrà aderire alle nuove norme e dimostrarne la conformità su base continuativa. 

Questa mossa evidenzia ulteriormente la posizione rigorosa della Danimarca in materia di regolamentazione delle criptovalute

Il Paese ha approvato una legge che richiede a tutti gli scambi di asset digitali di ottenere una licenza dalla DFSA. 

La mossa riflette anche l’atteggiamento più ampio dell’Unione Europea nei confronti della regolamentazione delle criptovalute che è stata più severa rispetto ad altre giurisdizioni come gli Stati Uniti

La decisione segue le iniziative simili di altri Stati membri dell’UE, tra cui Francia e Germania. 

In definitiva, questa mossa darà ulteriore impulso alla classe di asset digitali, che sta lentamente ma inesorabilmente guadagnando consensi in tutta Europa. 

Un Chiaro Trend Normativo nel Mondo Crypto

Con l’aumento dei Paesi che impongono norme severe sulle diverse criptovalute esistenti, si contribuirà a creare un ambiente più sicuro regolamentato per la crescita del settore. 

Nonostante questa battuta d’arresto, Saxo Bank rimane impegnata ad offrire ai propri clienti prodotti e servizi finanziari innovativi in modo sicuro e conforme. 

Ha inoltre annunciato che continuerà a valutare le proprie attività nel settore degli asset digitali ed a garantire la conformità alle normative vigenti. 

La maggiore regolamentazione dei depositi di criptovalute da parte di Saxo Bank è un segno dei tempi, che indica come i Paesi europei stiano prendendo sul serio problemi legati alle criptovalute. 

Con l’aumento dei Paesi che impongono normative più severe, è probabile che anche altri operatori siano costretti a conformarsi, contribuendo a rafforzare la legittimità complessiva del settore. 

Lasse Lilholi, capo delle comunicazioni globali di Saxo, ha dichiarato che l’ordine della FSA non costringe Saxo Bank ad interrompere la sua offerta di criptovalute:

“Naturalmente prendiamo in considerazione la decisione dell’Autorità di vigilanza finanziaria e la leggeremo attentamente per considerare come altrimenti risponderemo” ha osservato il rappresentante di Saxo Bank.

Il cliente di Saxo Bank non possiede la criptovaluta sottostante, ma acquista un prodotto finanziario che segue l’andamento di prezzo della criptovaluta.

Incertezza Normativa

Sembra che la DFSA sia stata alquanto incerta riguardo alle normative locali sulle criptovalute. Ad esempio:

  • nell’aprile 2023 ha autorizzato Januar, una startup danese legata alle criptovalute, ad operare nello spazio economico europeo in apparente contrasto con quanto ordinato a Saxo Bank
  • secondo alcune fonti legali, le criptovalute come Bitcoin non rientrano in nessuna categoria di servizi finanziari in Danimarca e come tali non sono soggette alla giurisdizione della DFSA
  • la Corte suprema della Danimarca ha emesso due sentenze sul fatto che la vendita di Bitcoin in determinate circostanze si qualificasse come evento imponibile e come tale frutto di operazioni legalmente riconosciute.

La situazione sembra particolarmente fluida ed è dovuta allo stato non regolamentato del trading di criptovalute da parte delle banche nel Paese, che rimarrà tale fino alla fine del 2024 quando entrà definitivamente in vigore il regolamento MiCA.