Tra le notizie finanziarie principali dell’ultimo periodo, spicca sicuramente il fatto che la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, ha recentemente annunciato le sue previsioni per i tassi di interesse per i prossimi mesi.

Mercoledì la Federal Reserve ha mantenuto i tassi di interesse stabili, ma ha irrigidito la sua posizione, con un altro aumento dei tassi previsto entro la fine dell’anno e la politica monetaria mantenuta significativamente più restrittiva fino al 2024 rispetto a quanto previsto in precedenza.

Secondo queste stime si prevede che i tassi di interesse raggiungeranno il 5,1% entro la fine del 2024.

Questa previsione è significativa, poiché suggerisce un rallentamento delle dinamiche dei tassi di interesse rispetto agli anni precedenti.

Negli ultimi mesi, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi di interesse relativamente stabili, con un range compreso tra il 5,25% e il 5,50%.

Nonostante queste previsioni tendenzialmente positive, la Federal Reserve ha scelto di mantenere i tassi di interesse stabili.

Come nel mese di giugno, i policymaker della Fed, a livello mediano, vedono ancora il tasso di interesse interbancario di riferimento della banca centrale raggiungere un picco quest’anno del 5,66%, di poco superiore alla forchetta del tasso federale ufficiale.

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Allo stesso tempo però, la Federal Reserve ha anche previsto due riduzioni dei tassi nel 2024, rispetto alle quattro precedentemente previste.

Questo indica che la banca è cauta nel movimentare i tassi troppo rapidamente, dato il contesto economico ancora incerto.

Questa prudenza è in linea con la strategia della Federal Reserve di sostenere l’economia durante la fase di ripresa.

L’obiettivo principale della banca centrale è quello di mantenere l’inflazione e la disoccupazione a livelli bassi, mentre cerca di sostenere la crescita economica. La Fed vuole combattere l’inflazione, questo è il chiaro messaggio del board statunitense.

Alzare i tassi di interesse troppo rapidamente potrebbe frenare la crescita economica e aumentare il costo del debito per le famiglie e le imprese attualmente intorno all’ 8,50%.

Considerazioni alla Base della Scelta

La previsione del 5,1% è basata su una serie di fattori tra cui:

  • le aspettative di inflazione: L’inflazione ‘core‘, che esclude i prezzi volatili di alimenti ed energia, è attesa al 3,7% alla fine dell’anno, al 2,6% nel 2024 e al 2,3% nel 2025.
  • la crescita del PIL: La politica restrittiva della Federal Reserve non ha bloccato l’aspettativa di un aumento del Prodotto Interno Lordo (PIL) quest’anno al 2,1%, rispetto all’1,8% stimato a giugno.
  • la situazione del mercato del lavoro: Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile attorno al 3,8% e salire ad appena il 4,1% entro la fine dell’anno, evidenziando la capacità di contenere la peggiore ondata di inflazione dagli anni ’80 senza significative perdite di posti di lavoro.

La banca centrale ha la flessibilità di modificare i suoi piani in base alle condizioni economiche correnti e le sue decisioni avranno un impatto significativo sull’economia globale.

Del resto, anche a livello mondiale, molte banche stanno mostrando segnali di cedimento in termini di liquidità. Si pensi anche solo al recente monito dell’EBA, secondo cui alcune banche europee potrebbero non ripagare i propri debiti.

Dopo il rilascio della dichiarazione e delle proiezioni della FED:

  • I rendimenti obbligazionari sono saliti a fronte di un orientamento di politica monetaria più alto per un periodo più lungo, con il titolo del Tesoro a due anni che è salito al suo livello più alto dal 2007.
  • Le azioni si sono inizialmente indebolite e il dollaro si sta assestando alla ricerca di nuovi equilibri verso le principali valute.
  • I futures sui fondi federali hanno mostrato che i trader hanno rivisto al ribasso le loro stime sui futuri tagli dei tassi della Fed.

In conclusione, la Federal Reserve vede i tassi di interesse al 5,1% a fine 2024, segnalando un approccio prudente alla gestione dell’economia in un periodo di ripresa economica, di incertezza geopolitica internazionale e di volatilità dei mercati.

L'autore

Gianluca L.

Gianluca Longinotti è un analista e consulente con due master in finanza conseguiti all'Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne. Con diversi anni di esperienza nei settori bancario e IT presso Ernst & Young (EY), Gianluca è appassionato di economia, finanza e criptovalute, e ha scritto per diverse pubblicazioni specializzate nel settore degli investimenti.